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Edizione 2006

Premio nazionale di Narrativa
 

Lucio Mastronardi
dal 11 al 22 ottobre 2006

Rassegna letteraria

donna donne

incontri e confronti sull'universo femminile

Vigevano  V edizione
ingresso gratuito


Le tappe delle varie edizioni del Premio Mastronardi
1999 presenta Mario Mainino
2000 presenta Mario Mainino
2001 presenta Mario Mainino
2002 Prima settimana letteraria
2003 settimana letteraria
2004 settimana letteraria
2005 settimana letteraria ritorna al Teatro Cagnoni presentata da Andrea Bosco
2006 settimana letteraria  e via a seguire con l'istituzione consolidata di dare premi alla carriera ed internazionali


 

Direzione artistica: Ermanno Paccagnini

Info 0381-695017 699982

Quinta edizione della rassegna letteraria dedicata alla donna come soggetto e come oggetto di narrazione.

Il tema sarà coniugato con altri territori: la psicologia, la religione, la poesia, la filosofia, la canzone d’autore, nell’intento di fornire il panorama più articolato possibile e di avvicinare i gusti di un pubblico eterogeneo, per formazione e per età.  Il mondo delle donne visto dalle stesse protagoniste e da chi sta loro accanto, un universo fatto di coraggio, amore, semplicità e piccoli gesti: una forza sempre nuova, avvolto dal mistero per chi donna non è. Gli spazi rinascimentali del Castello e del centro storico di Vigevano ospiteranno le diverse manifestazioni:

La rassegna si concentrerà su due fine settimana del mese di ottobre:

nelle giornate di venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 ottobre ed ancora venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 ottobre. Qui si svolgeranno gli incontri pubblici di maggior rilievo, aperti a tutti. Nelle mattinate infrasettimanali si terranno invece gli incontri degli scrittori con le scuole, di ogni ordine e grado.

 


mercoledì 11 ottobre  
- Ore 21.00 Piazza Ducale - dehors Caffè Orange*
Mare delle Verità - dialoghi e suoni - di Andrea De Carlo (chitarre acustiche) e Arup Kanti Das (tabla) In collaborazione con “La Feltrinelli libri e musica” * in caso di maltempo nella Cavallerizza del Castello.


venerdì 13  ottobre 
- Ore 10.30 Casa circondariale di Piccolini
Le detenute dialogano con Toni Fachini, Anna Ruchat e
Giovanni Giovannetti
- Ore 21.00 Cavallerizza del Castello
Premio Città di Vigevano in memoria di Lucio Mastronardi:
Dacia Maraini e Catherine Dunne premi alla carriera
Ornela Vorpsi, Elisabetta Rasy e Paola Pastacaldi premi 2006
Conduce Alessandro Zaccuri
Regia di Sara Riscazzi


14  ottobre   sabato
- Ore 10.30 Sala d’onore Cassa di Risparmio - Piazza Ducale
Incontro con Ornela Vorpsi, Elisabetta Rasy e Paola Pastacaldi
- Ore 15.00 Caffè letterario - Sala dell’affresco del Castello
La scrittrice abita qui - incontro con Sandra Petrignani, Laura Lerpi  e Pier Maria Fasanotti
Inaugurazione mostra “Virginia Woolf: una stanza tutta per te...”


- Ore 16.30 Cavallerizza

Candelaria Romero. A cura degli Amici del Teatro Cagnoni
Bambole - Storie silenziose di donne - Teatro civile con Candelaria Romero.
A cura degli Amici del Teatro Cagnoni

- Ore 18.00 Cavallerizza
Donna - la doppia soggettività: Umberto Galimberti conversa con Armando Torno
- Dalle ore 20.00
Ethnic food: cucine dal mondo al ristorante Torre (prenotazione consigliata)
- Ore 21.00 Ridotto del Teatro Cagnoni
Io donna e giudice - incontro con Livia Pomodoro.
Conduce Armando Torno


domenica 15 ottobre 
- Ore 10.30 Cavallerizza
Donne, donne ... eterni dei - spettacolo delle Scuole cittadine
- Ore 14.30 – 18.30 Strade sotterranee del Castello
Fiori di-versi - corso fiorito: omaggi floreali e poetici con Federfiori;
Io fotografo-tu lettore: set fotografico “con obbligo di libro” a cura
S.F.V. Società Fotografica Vigevanese
- Ore 15.00 Cavallerizza
Le radici e le ali  - incontro con Maria Rita Parsi
- Ore 16.30 Caffè letterario - Sala dell’affresco
Assassine, liberate...fortunate? Generazioni di donne a confronto
Serena Zoli e Cinzia Tani con Piersandro Pallavicini
- Ore 18.00 Ridotto del Teatro Cagnoni
Le bambine, giovani e vecchine - letture poetiche di e da Vivian Lamarque con A. De Vizzi.
- Ore 21.00 Cavallerizza
Dionisi Compagnia Teatrale presenta:
Patate, una parola senza denti sulla guerra
di Renata Ciaravino. Regia di Valeria Talenti


lunedì 16  ottobre 
- Ore 10.00 e ore 11.30 Cavallerizza
Scuole - incontro con l’ autrice Elisabetta Gnone
- Ore 17.00 Sala conferenze Teatro Cagnoni
Laboratorio di scrittura creativa con Raul Montanari
Iscrizione obbligatoria

Raul MONTANARI è nato a Bergamo nel 1959, ma vive e lavora a Milano. Considerato tra i migliori traduttori italiani, ha firmato versioni dall'inglese (Gurganus, Styron, Greene, P. Roth, Brink, Cormac McCarthy fra gli altri) e dalle lingue classiche (Sofocle, Seneca).  Ha pubblicato vari romanzi gialli - con La perfezione (1994) ha vinto il premio Linea d’Ombra - e ha curato la raccolta di racconti Il ’68 di chi non c’era (ancora) . Da anni lavora anche per il teatro e per il cinema.

- Ore 21.00 Cavallerizza
Che faccia fare...?
incontro con Lella Costa conduce Sara Riscazzi


martedì 17  ottobre 
- Ore 10.00 e ore 11.30 Cavallerizza
Scuole - incontro con l’autrice Paola Zannoner


mercoledì 18  ottobre 
- Ore 10.00 e Ore 11.30 Cavallerizza
Scuole - incontro con l’autore Angelo Petrosino


giovedì 19  ottobre 
- Ore 10.00-11.30-14.30 e 16.30 Cavallerizza
Scuole - incontro con l’autore Angelo Petrosino
w Ore 17.00 Sala conferenze Teatro Cagnoni
Laboratorio con Raul Montanari
Ore 21.00 Cavallerizza
Le promesse della bellezza - Stefano Zecchi con Gigi Mascheroni


venerdì 20  ottobre 
- Ore 10.00 e Ore 11.30 Cavallerizza
Scuole - incontro con l’autrice Erminia Dell’Oro
 


sabato 21  ottobre 
- Ore 11.00 Sala conferenze Teatro Cagnoni
Laboratorio con Raul Montanari
- Ore 15.00 Ridotto del Teatro Cagnoni
La volpe è un lupo che manda fiori - incontro con Camilla Baresani
- Ore 16.30 Ridotto del Teatro Cagnoni
Donne moderne tra glamour e solidarietà femminile -
ne parlano Alessandra Appiano e Paola Jacobbi
- Ore 18.00 Cavallerizza
Il valore della bellezza interiore: incontro Diego Dalla Palma e Antonio Mancinelli
Dalle ore 20.00
Che donne le nonne! - piatti della tradizione al ristorante Torre
(prenotazione consigliata)
- ore 21.00 centro storico
Il ricamo delle parole: Shahrazade e le altre - maratona di lettura. Regia Sara Riscazzi

Il ricamo delle parole: Sherazade e le altre
Silenzio, stelle, buio. E’ notte
Le mille ed una notte….
Ancora una volta ci lasceremo sedurre dall’incanto delle voci che tessono attorno a noi la magia del racconto, della fiaba.
Sabato 21 ottobre dalle ore 21 a Vigevano

Sherazade e le sue compagne ammaliatrici ci condurranno da Piazza Ducale per le vie del centro storico alla scoperta di luoghi lontani, esotici, fantastici e di personaggi intriganti, bizzarri, inconsueti.
Riuscirete a resistere alla fascinazione?
Lettori e lettrici, poeti e poetesse sono i benvenuti nella nostra notte !!!
Per iscriversi alla Maratona di lettura e per appendere le proprie composizioni all’albero della poesia che crescerà in Piazza Ducale, contattare le seguenti librerie cittadine:
Il Convivio, C.so Garibaldi,23 tel.0381 81833; Volta Pagina,via Cairoli, 43 tel. 0381 79336; La Bottega delle Parole, via Dante, 16 tel. 0381 692384; Librerie Feltrinelli, Piazza Ducale, 16 tel. 0381 692023

 


22  ottobre  domenica
- Ore 15 – 19 Strade sotterranee del Castello
Fate, maghe…e un po’ streghe - esperte di consultazioni sul futuro.
Set fotografico. Stand di Macondo e Pangea.
Movimento del corpo e musica per la mente (MBM Palestre).
Naturopatia e benessere con Paola Conte.
- Ore 15.00 Cavallerizza
Incontro con la poesia: Alda Merini e Marina Bignotti
- Ore 16.30 Cavallerizza
Ora come allora dalla parte delle bambine - Elena Gianini Belotti con Bianca Bianchi.
- Ore 18.00 Cavallerizza
Le donne e il corpo: prigione e libertà - la sessualità femminile: ne
parlano Marco Rossi, Federica Gaspari e Daniela Del Frate.

A seguire: brindisi di chiusura


MOSTRE TEMATICHE COLLEGATE dal 13 al 22 ottobre
Strada sotterranea nuovo tratto:
Mostra a cura di S.F.V. Società Fotografica Vigevanese. Con set a partecipazione libera.
Sala dell’affresco:
Mostra “Virginia Woolf: una stanza tutta per te...” opere di Grazia Lavia, Emma Vitti, Maya Zignone - Organizzazione D’Ars Agency-Milano.
Cavallerizza:
Strange Women -Grandi formati di Davide Avogadro
 

COLLABORAZIONI

MBM Palestre; Paola Conte Vigevano; Pasticceria Dante; Ristorante Torre Via Merula 39 (prenotazioni tel. 0381.83027); Effetre Arredamenti di Ferrari Corso Genova 5/A; Ristorante Goa; Ristorante Borgo Antico; Caffè Commercio; Caffè Orange;
Alessandra De Vizzi per organizzazione e conduzione incontri scuole; Jose Resegotti per i contatti; Amici del Teatro Cagnoni; Università della terza Età; Luisa Beni; Librerie: Il Convivio,  La Feltrinelli, La Bottega delle parole, Voltapagina.
Provincia di Pavia
Fondazione di Piacenza  e Vigevano
Città di Vigevano  Istituzione Cultura
info www.comune.vigevano.pv.it  Tel 0381.695017 - 699982


 

 

Premio Letterario

Città di Vigevano, dedicato alla memoria di Lucio

Mastronardi anno 2006

Le finaliste

La cerimonia di premiazione avrà luogo venerdì 13 ottobre alle ore 21 presso il Civico Teatro Cagnoni. La giuria popolare - composta da 30 studenti delle Scuole medie superiori cittadine, da 10 lettori della Biblioteca Civica e delle librerie cittadine e da 10 lettori indicati dall’Università del tempo libero e per la terza età - esprimerà in diretta la preferenza per una delle tre finaliste: Ornela Vorpsi con Il paese dove non si muore mai (Einaudi), Paola Pastacaldi con Khadjia (Pequod) ed Elisabetta Rasy con La scienza degli addii (Rizzoli), selezionate dalla giuria tecnica, composta dal direttore artistico Ermanno Paccagnini, da

Luigi Mascheroni, Laura Lepri e Alessandro Zaccuri, tra le moltissime opere in gara.

PREMI ALLA CARRIERA Nella stessa data verranno conferiti i riconoscimenti alla Carriera nazionale ed internazionale rispettivamente a Dacia Maraini, grande scrittrice italiana, e a Catherine Dunne, sensibile e appassionata autrice irlandese di intense storie femminili.
MENZIONE SPECIALE

La giuria tecnica ha inoltre deciso di conferire una menzione speciale al libro La virgola nell’orologio (Effigie) dell’autrice Toni Fachini, di origine basco-friulana.

DIRETTORE ARTISTICO

ERMANNO PACCAGNINI,

docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia. Ha al proprio attivo, tra l’altro, studi sulla letteratura del secondo Ottocento e, in particolare, sulla scapigliatura milanese, con riedizione di testi di alcuni di tali autori (Tarchetti, Praga, Bazzero ma anche Oriani); ricostruzioni delle fonti manzoniane (la Monaca di Monza; il Processo agli untori; biografia della Monaca scritta da Federico Borromeo e la Pestilenza in Milano del Lampugnano del Ripamonti); recupero di testi novecenteschi (Luciano Folgore, Mario Soldati, Scerbanenco); indagini sui rapporti tra letteratura e giornalismo e sulle culture minori.

Tra le sue più recenti pubblicazioni vi è la riedizione e il commento alla Appendice storica su la Colonna Infame e alla Storia della Colonna Infame di Manzoni nei tre Meridiani Mondatori curati unitamente da Salvatore S. Nigro (per i Promessi Sposi e il Fermo e Lucia)

Critico letterario di narrativa italiana per oltre un decennio sul supplemento domenicale de "Il Sole 24 ore" dal 1987 al 2002, svolge ora il medesimo compito per il "Corriere della Sera".

AUTRICI FINALISTE PREMIO 2006
Paola Pastacaldi Paola Pastacaldi, giornalista professionista, è consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Insegna "Analisi critica e comparata dei giornali italiani e stranieri" all'Università Statale e alla Università Cattolica di Milano. Nata a Treviso vive e lavora a Milano. Ha pubblicato con Bruno Rossi Hitler è buono, storia dei pensieri dei bambini dal 1930 al 1990 (Longanesi,1992), il volume dei racconti fantastici e surreali C’era tutta un’altra volta (Guanda, 1995) e Vorrei essere trasmesso.Cosa dicono i bambini della televisione (Salani,1999).
LIBRO FINALISTA Khadija, Pequod Editore
 

Uno spunto autobiografico per un romanzo dedicato all’Etiopia di fine Ottocento, esotico e pericoloso oggetto del desiderio di esploratori, commercianti ed aspiranti coloni. É la stessa Paola Pastacaldi, giornalista e scrittrice, a spiegare la genesi del suo nuovo romanzo, Khadija , che racconta l'incontro e l'amore fra suo nonno e la splendida quattordicenne che diventerà sua moglie: "Ho iniziato questo viaggio dentro l’Africa sulla spinta di un esotismo familiare. Un nonno che si perdeva nell’Africa di fine secolo, la cui storia si intrecciava con l’inizio delle colonie e i

primi viaggi di esplorazione in un paese antico, l’Etiopia, regno di Aksum e della regina di Saba, e una nonna di una tribù oromo di nome Khadija Ahmed Youssouf".

 

Livorno Giuseppe Pastacaldi fugge velocemente dopo aver ucciso in duello il suo più caro amico. Confuso e travagliato per l’accaduto il protagonista si imbarca per un viaggio tormentato dai ricordi della città e degli affetti che ha lasciato per raggiungere l’Africa, un continente che tenta di difendersi dall'invasione coloniale dei paesi europei, dalla fame, dalle guerre interne. Giuseppe si dirige a Aden, città in cui vive la sorella che lo aspetta in "una terra che vibra di una musica che non hai mai sentito". Giunto ad Aden, dopo aver riabbracciato la sorella, Giuseppe si aggrega ad una spedizione geografica, per raggiungere la costa arabica e la città sacra di Harar in un viaggio che lo porterà all'incontro con Khadija. È un'Africa bellissima e atroce:"questo paese è ai confini del mondo e vive una sua bellezza evangelica, sommersa a momenti da una disperazione apocalittica. Di questo gli europei non capiscono granché. Qui assistono allo svolgersi di una storia antica, eterna", una storia in cui le carestie creano situazioni che un europeo vive con angoscia e incredulità"

Proprio ad Harar Giuseppe conoscerà Khadija, una giovane splendida completamente diversa da tutte le donne che mai aveva amato ( la sorella Ottavia e la fidanzata italiana) Khadija gli viene offerta in dono dalla nobile famiglia cui appartiene ma all’inizio Giuseppe rimane intimidito dalla sua bellezza in fiore e dal fatto di non parlare la sua lingua così finge di ignorarla per studiarla di nascosto, ma poi la passione e l’ardore si tramutano in forte sentimento che non può più negare, un amore che per l'autrice é anche "un incontro con l'Africa, cioé con quella parte di sé che sempre racchiude il sentire fisico dell'essere primitivo. Quel sentire di cui ora sembra deprivato l'uomo del nuovo secolo".

Elisabetta Rasy Elisabetta Rasy, nata a Roma, dove vive e lavora, ha pubblicato numerosi romanzi e racconti: La prima estasi (1985), Il finale della battaglia (1988), L’altra amante (1990), Mezzi di trasporto (1993) e, con Rizzoli, Ritratti di signora (finalista al Premio Strega 1995); vari saggi di argomento letterario molti dei quali dedicati alla scrittura femminile La lingua della nutrice, 1978; Le donne e la letteratura, 1984. Vincitrice di numerosi premi letterari - con Posillipo ha vinto il Premio Selezione Campiello 1997, le sue opere sono state tradotte in molti paesi. Collabora a importanti testate giornalistiche tra cui La Stampa e Panorama. Tiene una rubrica sul settimanale Magazine del Corriere della Sera.
LIBRO FINALISTA La scienza degli addii, Rizzoli Editore
 

Nella Russia sconvolta dalla rivoluzione e dalla guerra civile, tra speranza e paura, nasce un amore destinato a diventare leggendario. Nadezda Chazina non ha ancora vent ’anni quando, in un cabaret di Kiev per art isti e bohémien, incontra un giovane dalle lunghe ciglia che recita versi misteriosi e incantatori. Lui è il bizzarro e  anticonformista Osip Mandel'tam: uno dei più grandi poeti del

Ventesimo secolo. Sono entrambi ebrei, hanno alcuni tratti fisionomici in comune- la fronte altissima, gli occhi scuri e liquidi, quelli di lui un poco infossati sotto sopracciglia folte in un volto affilato. La prima volta che Osip si allontana da Kiev, Nadja, Nadezda, Nad’ka, Naden’ka, Nadik, Nadjusik, con i mille nomi dell’amore con cui lui la

chiama, non lo segue. Lui tornerà, si sposano e, tranne che per alcuni brevi periodi, non si separeranno mai più. Perché lui non può scrivere senza di lei, non può pensare se lei non è lì, lei deve restare sveglia se lui è sveglio, è lei che scrive i suoi versi e poi li raccoglie in una valigetta gialla e li manda a memoria, perché possano essere riscritti se gli originali andassero persi o fossero requisiti, o dovessero essere bruciati. I due non cesseranno

di amarsi fino a quando, nel 1938, al culmine del terrore staliniano, Osip sarà deportato e morirà in un campo di concentramento in Siberia. Per anni i versi di Osip, ne diventerà la memoria, donando alla sua voce il suono

dell'immortalità.

Ornela Vorpsi

Ornela Vorpsi è nata a Tirana nel 1968. Ha studiato Belle Arti in Albania, poi, dal 1991, all'Accademia di Brera. Dal 1997 vive a Parigi. È fotografa, pittrice e videoartista. Il paese dove non si muore mai è il suo primo romanzo, pubblicato in Francia da Actes Sud e in corso di traduzione in una decina di paesi.

LIBRO FINALISTA Il paese dove non si muore mai, Einaudi Editore
  La ragazzina che dice "io" in questo libro ha sette anni, poi tredici, poi ventidue. Attraversa l’infanzia e l’adolescenza in un paese duro come l’Albania di Enver Hoxha, misurandosi con le questioni piccole e immense che attraversano la testa dei bambini e con il silenzio di una società che non ammette domande. Dall'infinità dell'universo al frastuono spaventoso delle esercitazioni militari, dal piacere proibito dei libri letti di nascosto al terrore della "puttaneria" che sembra essere la natura stessa delle donne in una società chiusa e maschilista, non c'è pagina di questo libro che non tocchi con levità e ironia un nodo profondo, un dolore segreto, un divieto inaccettabile. Questa ragazzina si chiama Ina, poi Eva, poi Ornela, pur essendo sempre la stessa persona: come a dire che in questo piccolo destino individuale c'è la storia stessa dell'Albania, declinata tutta al femminile, dall'incombere di Madre-Partito ai silenzi dolorosi di una famiglia matriarcale, dove il padre è stato incarcerato per ragioni sconosciute e diventa poco a poco un corpo estraneo da espellere e dimenticare. C'è un'intensità tutta speciale in questa narrazione che procede per quadri e per tocchi brevi e visivi, nella storia di una donna che ha imparato a difendersi e a odiare senza perdere la magia dell'infanzia, la capacità di sognare e di assaporare la vita. Non c'è pacificazione nemmeno nel ricordo, sembra dire Ornela Vorpsi. Ma c'è, in questo romanzo affilato e raro, la capacità di sposare comicità e violenza, la scoperta dell'ironia come grimaldello per forzare le porte dell'indicibile.
MENZIONE SPECIALE

Toni Fachini per la raccolta di racconti

La virgola nell’orologio, Effigie Editore

Sembrano spesso provvisoriamente ritagliati sullo stile di vita e sulla trama intima della saga di una stirpe eccentrica e cosmopolita questi "racconti di vita" di una figlia ribelle, nomade e inquieta, che ha scelto come amorosa prigione gli affetti familiari e la casa friulana dei nonni paterni, quando torna al foghèr dai suoi vagabondaggi - e vi torna sempre. Qui, fino a quando i destini individuali non la sfoltiscono, va in scena la tribù: i nonni burberi; una madre in balìa degli eventi; un padre amato, teatrante e irresponsabile; fratelli imprevedibili, soprattutto il prediletto Sebastian, "Seba", caro agli dèi e perciò destinato a morire giovane, ma non prima di avere inaugurato la nuova

generazione; infine parenti, amici, comparse di una notte, domestiche e cani. Poi di nuovo le fughe, lontano da ogni sicurezza, la deriva di scombinate vacanze o di lavori occasionali in Spagna, come insegnante di italiano nel losco istituto privato del signor Augh, o come goffa entraîneuse in una Barra Americana; oppure altre dimore, ospite curiosa di amici sballati nella mitica Bologna, o malata in uno scalcinato ospedale. Ciò che non cambia sono le sbronze, le canne, la ricerca avida d'emozioni forti - insomma la "disperazione" che il padre ha passato nel sangue dei figli. Giorni provvisori, appunto. Toni Fachini rappresenta solo se stessa e i suoi, intende soprattutto marcare la sua irriducibile identità ("Finisco per comportarmi così con tutte le persone che mi piacciono, sparare subito qualcosa che arrivi dritto nello stomaco, qualcosa di molto personale. Vado al sodo, mi faccio conoscere"). E questo vale anche per il suo stile, da subito inconfondibile.

Toni Fachini, di origine basco-friulana, è nata nel 1958. Dopo una gioventù spericolata, oggi vive a Milano. La virgola nell’orologio è il suo primo libro, edito da Effigie. Il testo sarà oggetto di un Gruppo di lettura composto dalle detenute della Casa Circondariale di Vigevano, che ad ottobre incontreranno l’autrice in carcere.

PREMIO NAZIONALE ALLA CARRIERA, ANNO 2006
Dacia Maraini

Dacia Maraini nasce a Firenze il 13 novembre 1936, da una madre siciliana ed un padre per metà inglese, famoso etnologo. Dopo un'infanzia particolarmente difficile la scrittrice si trasferisce a Roma proseguendo gli studi ed arrangiandosi con lavori diversi: fonda insieme ad altri giovani una rivista letteraria, Tempo di letteratura, edita da Pironti a Napoli, e comincia a collaborare con riviste quali Nuovi Argomenti e il Mondo. Nel corso degli anni Sessanta, oltre alla pubblicazione dei suoi primi romanzi, inizia ad occuparsi di teatro.

Esordisce nel 1962 con il romanzo La vacanza. Seguono L'età del malessere (1963), Memorie di una ladra (1973), Donna in guerra (1975), Isolina (1985), Premio Fregene 1985, ripubblicato nel 1992; tradotto in cinque paesi, La lunga vita di Marianna Ucria(1990), Premi: Campiello 1990; Libro dell’anno 1990; tradotto in diciotto paesi), da cui è stato tratto il film di Roberto Faenza Marianna Ucrìa, Voci (1994), Premi: Vitaliano

Brancati - Zafferana Etnea 1997; Città di Padova 1997; Internazionale per la Narrativa Flaiano 1997; tradotto in tre paesi.

Dalla seconda metà degli anni Sessanta scrive molti testi teatrali, tra i quali: Maria Stuarda (1975),  rappresentato in ventidue paesi, Dialogo di una prostituta con un suo cliente (1978), rappresentato in venti paesi, Stravaganza (1987), rappresentato in quattro paesi, Veronica, meretrice e scrittora (1991), Camille (1995). Ne I digiuni di Santa Caterina, dramma in un solo atto, Dacia Maraini, rievoca, attraverso i profondi dialoghi tra i due protagonisti — la stessa Catarina e il suo inseparabile scrivano e confidente Frate Neri —

alcuni momenti della vita di Caterina da Siena, soffermandosi sulla sua straordinaria esperienza di fede e ascesi, celebrata dal contrasto con le debolezze e i desideri terreni del devoto scrivano.

La prima raccolta di versi, Crudeltà all'aria aperta, è del 1966, seguiranno: Donne mie (1974), Mangiami pure (1978), Dimenticato di dimenticare (1982), Viaggiando con passo di volpe (199), Premi: Mediterraneo 1992; Città di Penne 1992, Se amando troppo (1998).  Memorie di una ladra, dal quale è tratto il film "Teresa la ladra", con Monica Vitti e nel 1975 esce per Einaudi Donna in guerra, pubblicato in sei lingue. I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell'infanzia sono ancora al centro delle sue opere più recenti: Un clandestino a bordo (1996) e la raccolta di racconti Buio (1999) che ha vinto il Premio Strega.

Nel 1980 ha scritto in collaborazione con Piera Degli Esposti, Storia di Piera, nel 1986 Il bambino Alberto, nel 1987 La bionda, la bruna e l’asino, nel 1993 Bagheria (Premi: Rapallo-Carige 1993; Scanno 1993; finalista allo Strega 1993; Joppolo 1994; tradotto in cinque paesi), opera in cui Dacia Maraini ripercorre le tappe della  sua infanzia isolana, dal momento in cui approda a Palermo da Napoli, Cercando Emma, nel 1996 un libro per ragazzi Storie di cani per una bambina e nel 1998 ha ripubblicato E tu chi eri? 26 interviste sull’infanzia (1973).

Nel 2002 ha pubblicato La nave per Kobe, in cui rievoca l’esperienza infantile della prigionia in Giappone, e Amata scrittura. Laboratorio di analisi letture proposte conversazioni, (Bur).

La scomparsa di una ragazza, di cui resta solo una bicicletta sul limitare di un bosco: tre sono i temi portanti di Colomba (2004). Il primo è la letteratura. Il secondo è il mistero del corpo. Il terzo è quello della famiglia. La speranza alla fine del lungo racconto, tuttavia, si riaccende, ma sono i suoi personaggi a scegliersi il finale, e a porre fine al romanzo.

Sulla scrittura e sull'opera di Dacia Maraini, di Paolo Di Paolo, vedere il saggio Lo stile della natura. Dacia Maraini ha rilasciato inoltre due interviste a "ItaliaLibri". La prima nel giugno 2000; la seconda nel giugno 2004.

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA CARRIERA
Catherine Dunne

E’ nata nel 1954 a Dublino, dove risiede. Ha studiato letteratura inglese e spagnola al Trinity College, insegna inglese alla Greendale Community School di Kilbarrack . Con il suo primo romanzo La metà di niente ha riscosso un grande successo, per la scrittura vivida e pungente e la realistica rappresentazione psicologica dei personaggi, in particolare della protagonista. Frutto della fiorente narrativa irlandese, ha però un suo stile

ben definito, che avvolge il lettore nella storia e lo porta nel cuore dei personaggi. Nel 1990 vince il Gerard Manley Hopkins Summer School Poetry Prize. L’anno del suo primo romanzo è il 1997, il titolo: In the beginnig (La metà di niente), l’analisi della fine di un matrimonio, della sopravvivenza e della rinascita di moglie dopo il trauma. Nel 1998 pubblica A name for herself (La moglie che dorme), in cui descrive una storia

d’amore,bellissima ma complicata, e la sua trasformazione in rapporto d’amore esclusivo ed ossessivo. Nel 2000 pubblica The walled garden Il viaggio verso casa.

La metà di niente

Questa è una storia che racconta di una donna comune, come ce ne sono tante.

Rose, la protagonista, non è una donna in carriera, non ha alcuna velleità di indipendenza e libertà. E' solo una madre di tre figli. E una moglie. Fino ad una mattina come tante, in cui il suo caro Ben, suo marito, il perno della sua vita da vent'anni, la lascia così, senza una spiegazione, dicendo solo un "non ti amo più".

Dopo questa frase arriva il buio profondo, la scoperta che lui è in vacanza con un'altra donna, di cui è innamorato, e che Rose conosce. L'umiliazione. Dopo questa frase comincia la sopravvivenza di Rose, prima, la battaglia contro i mille ostacoli di una vita da sola, poi...LA VITA.

L’amore, o quasi

Il passato di Rose, indimenticabile protagonista di "La metà di niente", bussa alla porta di casa una sera d'aprile. Suo marito Ben, otto anni dopo aver detto addio a lei e ai loro tre figli, dopo un lungo silenzio si rifà vivo con una serie di pretese. Ma Rose, che ha lottato duramente per risollevarsi dall’abbandono e da una difficile situazione economica, è diventata un'imprenditrice di successo grazie alla sua agenzia di catering e una preziosa guida per i figli in un'età critica. Ha saputo ritrovare se stessa con eccezionale determinazione superando il dolore, la paura di non riuscire e le mille difficoltà di una madre rimasta sola. Finché la ricomparsa del marito le fa riscoprire una fragilità di donna che credeva di aver superato e la costringe ad assumersi all'improvviso il difficile e per lei inconsueto ruolo di mediatrice fra padre e figli; la costringe a riprendere un cammino che si rivela ancora una volta in salita. Come "La metà di niente", "L'amore o quasi" è un intenso romanzo femminile, la storia emblematica di una donna che si è ricostruita un  equilibrio e che, vedendolo improvvisamente rimesso in discussione, giorno dopo giorno trova le risorse per farcela con tenacia, con il conforto degli affetti autentici e con un tocco di autoironia; per scoprirsi, sulla soglia dei cinquant'anni, ancora capace di vivere le emozioni di una ragazzina. Per scoprirsi, forse, ancora pronta per un nuovo amore.

 

 


Aggiornamento
del
25/10/2018

 

ospitato da Vigevano Web  C.so A. Garibaldi, 14 27029 Vigevano (PV, Italia) tel/fax: 0381- 73967

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